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Interviste italiane

Vittorio Dall’Aglio, Assocamp

Abbiamo incontrato Vittorio Dall’Aglio, da quasi vent’anni alla guida di Assocamp (Associazione Nazionale Operatori Veicoli Ricreazionali e Articoli da Campeggio) per fare il punto sulla situazione del mercato, della normativa e delle problematiche che affliggono il settore.

Testo di Antonio Mazzucchelli

Assocamp è l’associazione di riferimento dei concessionari e noleggiatori del settore caravanning. Rappresenta oramai più del 90% dei dealer e in questi anni, grazie alle tante iniziative, è sicuramente diventata uno dei punti di riferimento del mercato. Le motivazioni per le quali i concessionari si iscrivono sono molteplici. Innanzitutto è impegnata nella divulgazione della cultura del turismo all’aria aperta e lo fa in diversi modi: attraverso la sua partecipazione attiva a fiere di settore ed extrasettore tra cui, naturalmente, il Salone del Camper; mediante video promozionali pubblicati su YouTube e i social media mirati a incentivare l’acquisto del nuovo e dell’usato presso i centri associati, a video divulgativi su come si utilizza il camper a noleggio, a campagne di sensibilizzazione come la recente “In Vacanza con il tuo amico a 4 zampe?”. Passando alle attività dirette ai centri vendita e assistenza, Assocamp si occupa di informare i suoi associati su norme e dati statistici del settore, di offrire consulenza per l’elaborazione di contratti e mettere a disposizione i consulenti legali e fiscali convenzionati con l’associazione. Ma svolge anche un’attività di tutela degli interessi dei suoi associati, cosi come è accaduto con iniziative rivolte alla promozione del noleggio professionale per contrastare il fenomeno del noleggio tra privati o con l’interrogazione presentata in parlamento sulla lunghezza della procedura di immatricolazione per autocaravan di importazione. E non manca un aspetto di formazione con corsi tecnici e giornate formative gratuite, come il seminario condotto da Roberto Pirola e dedicato ai rivenditori dal titolo “Il Plus Valore nel comunicare la qualità al cliente camperista”. Ecco cosa ci ha raccontato Vittorio Dall’Aglio durante un incontro informale avvenuto presso la sede di Ascom Confcommercio Parma, (di cui Dall’Aglio è presidente) e che ha messo in campo diverse iniziative interessanti con Assocamp.

Qual è il vostro rapporto con l’Associazione Produttori Caravan e Camper, APC?

Vittorio Dall’Aglio: In generale è abbastanza buono anche se abbiamo presentato diverse istanze e molte non state recepite. Abbiamo chiesto, per esempio, di ridurre le grandi promozioni previste per il Salone del Camper. Sono sconti che penalizzano la rete distributiva perché così le vendite si concentrano sempre di più solo in occasione della fiera. Riducendo, in parte, questi sconti noi potremmo vendere tutto l’anno. Inoltre, il nostro settore ha bisogno di uscire all’esterno e deve attivare alcuni nuovi canali, per esempio quello della bicicletta o degli animali domestici. Una famiglia su due ha un animale domestico, una su 3 un cane: come Assocamp abbiamo realizzato una campagna pubblicitaria e sui social media importante, che aveva come oggetto il veicolo ricreazionale come strumento da vacanze perfetto per chi ha animali domestici. Il settore deve andare a cogliere quelle nicchie di utilizzatori, diversi milioni, che, per esempio, possiedono un cane o un altro animale. Abbiamo proposto anche ad APC di partecipare a delle campagne comunicative che si rivolgono a ristretti gruppi di utilizzatori per avvicinarli maggiormente al settore: ciclisti, proprietari di animali, portatori di disfunzioni alimentari, utilizzatori con disabilità sono solo esempi. La risposta di APC è stata negativa, non investono in questo tipo di comunicazione. Ma noi andiamo avanti con i nostri obiettivi. Abbiamo promosso una campagna di rottamazione “fatta in casa” cioè un accordo a tre (costruttori, dealer ed Agos) che avrebbe potuto portare un buon risultato e permesso così di alienare alcuni veicoli datati e nello stesso tempo accontentare sia privati che concessionari. Si trattava di trovare insieme i fondi per rottamare i veicoli pre euro 2, circa 120mila attualmente. Agos, nostro partner di fiducia e di vecchia data, era disposta a investire ma APC no. Questo mi preoccupa perché il nostro mercato è formalmente fermo.

Che cosa dovrebbe cambiare per migliorare la situazione?

Vittorio Dall’Aglio: La mia sensazione, a livello nazionale, è che non stia funzionando niente, in particolare la marginalità. Ho altresì la sensazione che tutti siamo consapevoli che il mercato va sempre più verso il ribasso, ma che nessuno voglia fare niente per contrastare il fenomeno. I numeri degli incrementi, rispetto ai numeri delle vendite, sono ingannevoli, per quanto abbiano un segno positivo. Non vedo, oggi, la volontà da parte dell’industria di investire nel lungo termine. Per uscire da questa situazione, a mio avviso, ci vuole un’azione forte, sinergica e che coinvolga tutte le forze in campo. Da parte nostra ci fanno difetto, del resto, le risorse economiche, quasi a zero. Tanti piccoli concessionari, isolati e con budget alla loro misura, non possono certo avere grandi ambizioni comunicative. Ma avverto solo, devo ripetermi, da parte di APC, la mancanza di una volontà concreta di collaborare tra noi.

A livello normativo, quali sono le problematiche più rilevanti?

Vittorio Dall’Aglio: Il nodo più importante da risolvere ora, per noi, è l’immatricolazione dei veicoli esteri. Per i veicoli di importazione, infatti, adesso c’è una procedura IVA che provoca sistematicamente gravi ritardi sulle immatricolazioni. Questo provoca dei grossi problemi ai concessionari, sugli anticipi di denaro, e anche ai clienti, per le ovvie ragioni di disagio che subiscono. Dopo un incontro al Ministero dei Trasporti, il direttore generale ha riconosciuto il problema e si è impegnato per una soluzione entro gennaio 2020. Siamo riusciti anche a fare arrivare la nostra voce in Parlamento e ci pare che il settore stia prendendo un po’più di visibilità nel mondo politico italiano. Una cosa è certa: non è facile mettere insieme costruttori, distributori e consumatori. Però da sole, è altrettanto vero che tutte queste categorie non contano nulla.

Lei aveva promosso anni fa un progetto di collaborazione tra tutte le forze di settore. Secondo lei c’è ancora qualche possibilità di far sedere tutti i protagonisti intorno a un tavolo operativo?

Vittorio Dall’Aglio: Tecnicamente sì, non so quanto sia realizzabile a livello pratico, per la mancanza di coesione e di volontà. Oggi nel settore abbiamo dei grandissimi dirigenti, ma non sono più le famiglie originarie a essere proprietarie dei marchi, ma gruppi e grandi fondi d’investimento. E la libertà e la creatività dei dirigenti sono molto inibite dalle inevitabili logiche di profitto di queste aziende.

Cos’è Assocamp oggi e qual è il vostro livello di penetrazione nel mondo dei concessionari cosa offrite ai vostri membri?

Vittorio Dall’Aglio: Ormai Assocamp rappresenta circa il 90% degli oltre 200 concessionari italiani, certamente siamo presenti quasi ovunque. Siamo riconosciuti all’interno del mercato ma anche all’esterno, facciamo promozione e azione sindacale, forniamo assistenza di qualità, soprattutto in campo legale, fiscale e normativo e abbiamo portato a termine numerose attività di cooperazione esterna per andare sempre più incontro alle esigenze dei nostri associati. Forniamo, inoltre, assicurazione sugli interventi di manutenzione, accordi per le finanziarie, convenzioni con campeggi, organizziamo corsi di aggiornamento quasi sempre gratuiti. E facciamo tutto questo soltanto con le nostre poche risorse: la nostra prossima sfida, infatti, è trovare dei contributi.

Come vede il fenomeno del camper sharing?

Vittorio Dall’Aglio: Come associazione, noi siamo sempre stati contrari. Ci sono, innanzitutto, grossi problemi di carattere assicurativo: il vuoto si crea nel momento in cui il noleggio viene denominato come cessione in uso. In caso di incidente non c’è dubbio che ci sarebbero dei problemi da parte delle assicurazioni tra responsabilità del conducente e di chi affitta. Il cliente deve essere consapevole delle differenti coperture, inferiori, rispetto al noleggio vero e proprio. E ci sono problemi anche di carattere normativo perché è difficile, per esempio, per gli operatori di Polizia Stradale, capire a che titolo il conducente si possa trovare alla guida del veicolo: in prestito o noleggiato? Infine c’è il discorso fiscale. Chi prende soldi perché noleggia il suo veicolo dovrebbe anche dichiararli. È un fenomeno che va regolato, senza dubbio. Per la tutela del cliente ma anche delle professionalità serie e responsabili che lavorano nel settore.

Perché è finito l’esperimento del noleggio low cost al Salone del Camper di Parma?

Vittorio Dall’Aglio: Eravamo favorevoli all’iniziativa Rental Pack. La formula, secondo noi, poteva avvicinare molti nuovi utilizzatori al settore, sulla scia dell’entusiasmo della fiera. Si trattava di cambiare leggermente la procedura e nel contempo continuare ad investire. Molti dei visitatori potevano essere così intercettati e maggiormente coinvolti. Purtroppo è terminata per mancanza di fondi, annoso problema del mercato in generale.

Cosa non ha funzionato, secondo lei, per la seconda fiera a Parma denominata TOF?

Vittorio Dall’Aglio: Forse ci si aspettava un grande afflusso di aziende di turismo, un’idea valida considerando il camper come mezzo per fare turismo in un sistema industriale più ampio. Invece i grandi tour operator e grandi promotori turistici non sono arrivati, relegando l’evento alla dimensione di una fiera del camper ma di dimensioni ridotte. L’idea di uscire dal settore era certamente buona, però.

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