Interviste italiane

Gianluca Tomellini, AIASC

Aree di sosta, come e cosa fare?

Croce e delizia dei camperisti, “trait d’union” tra il parcheggio e il campeggio, le aree di sosta sono un fenomeno in crescita, che vede sempre più spesso amministrazioni pubbliche e privati crederci ed investire in questa forma di servizio per i camper. Oggi però non basta più uno spazio con un semplice servizio di carico e scarico, l’area di sosta si sta evolvendo in una struttura dotata di tanti servizi, soggetta a opere tecniche e manufatti che richiedono la conoscenza di leggi e regolamenti, regionali soprattutto e locali

Ne abbiamo parlato con Gianluca Tomellini, presidente dell’AIASC, anche sulla scia di quanto detto dal Ministro Santanchè in occasione della conferenza stampa di apertura del Salone a Parma dove si è affrontato l’argomento. AIASC, acronimo di Associazione Italiana Aree Sosta Camper, è la più giovane del settore, ma ha le idee molto chiare e uno spirito di servizio focalizzato sul supporto a chi vuole realizzare un’area sosta o gestirla. O semplicemente ha un terreno e solo un abbozzo di idea, ma non sa da dove cominciare. Ecco cosa ci ha raccontato Tomellini.

Camper Professional – Ci racconti qualcosa della storia di AIASC.

Gianluca Tomellini – La nostra è l’associazione più giovane tra quelle presenti nel settore. Nonostante questo, abbiamo conseguito dei risultati piuttosto importanti. Evidentemente, per una congiuntura favorevole siamo riusciti a cogliere il momento più adatto per dialogare con le Regioni. L’associazione è nata tre anni fa; è quasi filantropica, noi puntiamo su un risultato di cui alla fine beneficeranno tutti quelli che stanno all’interno del settore, sia gli operatori privati che le amministrazioni comunali. Effettivamente il vento è cambiato da cinque anni a questa parte. Oggi le aree sosta camper hanno una voce e hanno perciò acquisito una propria identità: non si parla più di parcheggio o di area sosta temporanea, ma di strutture ricettive turistiche, ovviamente smart. Siamo in contatto con molte amministrazioni comunali che hanno compreso perfettamente quanto questa forma di turismo sostenga il territorio, limiti la desertificazione dei borghi e consenta di decongestionare le grandi città. Ormai il turista non ha interesse a visitare solo grandi città: gli piacciono Roma, Venezia, Firenze, ma vuole esplorare anche altro. Quindi l’area sosta camper in questo momento sta guadagnando un suo ruolo rispetto ai campeggi e ai villaggi turistici. Noi siamo intervenuti nel dialogo con le regioni, aggregando le altre associazioni per avere maggiore forza, assistendo per esempio la Regione Abruzzo e la Regione Sardegna, che in particolare è riuscita a identificare, sia per il 2022 che per il 2023, complessivi tre milioni e mezzo di euro per la realizzazione di nuove aree e la riqualificazione di quelle esistenti. La stessa cosa è avvenuta, grazie al coinvolgimento da parte di APC, per Regione Toscana, dove sono stati stanziati circa 500 mila euro. Il grande lavoro sarà quello di riscrivere quei regolamenti partoriti 10-15 anni fa, che hanno un approccio vessatorio nei confronti dell’area camper, perché allora si pensava fosse corretto muoversi in una maniera unilaterale, mettere nello stesso contenitore campeggi, villaggi e aree sosta, mentre parliamo invece di mondi che hanno esigenze diverse.

Sotto: Area camper Cividale del Friuli, controllo accessi

Camper Professional – Al salone di Parma, il ministro Santanchè come ha approcciato il problema?

Gianluca Tomellini – C’è stato un confronto con il Ministro dopo la cerimonia di apertura, abbiamo avuto un tavolo di lavoro nel pomeriggio insieme alle altre associazioni apprezzando molto l’approccio del Ministro Santanchè e del suo staff dirigenziale, ascoltando tutte le associazioni di categoria, gli assessori del turismo presenti in fiera e mettendo sul tavolo delle proposte strategiche per far crescere il settore. Non parliamo solo delle aree di sosta, ma del turismo all’aria aperta in senso ampio. Concretezza è il messaggio che il ministro ha voluto dare a tutti noi.

Camper Professional – Quindi il Ministero del Turismo cosa può fare?

Gianluca Tomellini – Può fare molto, mettendo in campo risorse economiche e sinergiche grazie anche al supporto della Conferenza delle regioni e delle province autonome affinché ci sia uno spirito comune, altrimenti le regole continueranno a essere disomogenee e confuse. Le regioni hanno ben compreso, ma non è un iter facile modificare un regolamento. Stiamo lavorando anche su questo senza trascurare le amministrazioni sul territorio. Abbiamo infatti un buon dialogo con i Comuni, che vedono in AIASC un valido supporto per rappresentare le loro richieste. Occorre dialogare con le regioni, senza andare col dito puntato, piuttosto sensibilizzandole per fare comprendere loro cosa è necessario prevedere per elevare il livello di ospitalità nazionale.

Camper Professional – Quindi prima di passare ai Comuni, in un mondo ideale, secondo lei sarebbe meglio avere un minimo di regole nazionali o un coordinamento come quello che viene proposto adesso tra le regioni?

Gianluca Tomellini – Per aiutare i Comuni è necessario partire dalle Regioni, e credo che la strada giusta da percorrere per il Ministero siano il dialogo e il confronto con le Regioni. Credo che il ruolo della Conferenza Regioni-Province e in particolar modo del Coordinatore Tecnico del Turismo, sia determinante per aggregare più Regioni possibili con l’obiettivo di armonizzare i vari aspetti legati al nostro settore.

Sotto: Area camper Roverè Veronese (VR)

Camper Professional – A realizzare l’area sosta può essere il privato o può essere il pubblico. Voi come associazione raccogliete le adesioni da parte entrambi?

Gianluca Tomellini – AIASC accoglie tutti. Il privato, a livello imprenditoriale è cresciuto molto negli ultimi anni, stanno nascendo imprenditori turistici con un’idea chiara di quella che deve essere un’area camper, perché anche le stesse tecnologie sono sempre più tecnologiche, puntando sempre più sulla digitalizzazione. Il Comune, a oggi, è per noi il referente, la figura che più si sposa con la nostra mission, perché hanno più chiara la meta. Quindi ci troviamo a consigliarli sul corretto investimento per non avere un breakeven point troppo lontano. Esistono aree molto belle, ma a volte sovradimensionate ed è importante suggerire la miglior soluzione progettuale per quel contesto territoriale.

Camper Professional – Che benefici si hanno aderendo ad AIASC?

Gianluca Tomellini – AIASC offre l’assistenza, per quanto di sua competenza, per quanto concerne problematiche legate agli aspetti normativi, autorizzativi finalizzati alla realizzazione o riqualificazione di un’area sosta camper. Abbiamo notato che il privato in alcune Regioni ha tanta difficoltà nel concretizzare il proprio progetto, quindi occorre snellire alcune norme che imbrigliano, mettendo il privato in condizione di poter investire e realizzare, perché sarà una risorsa per quel Comune a vantaggio dello sviluppo dell’economia di quel territorio; non puoi vedere un bel progetto cassato dal geometra di un ufficio tecnico del comune che non ha capito qual è il senso della proposta.
AIASC fornisce assistenza specifica a livello di fattibilità e indicazioni su come approcciarsi nei confronti del Comune in modo da non disperdere tempo ed energie, mettendoli al corrente di quella Legge Regionale o di quel Regolamento in vigore. L’associazione non deve e non può intervenire a protezione, ma deve preparare e aiutare il privato a interfacciarsi in modo collaborativo con il Comune, che può decidere di adottare regole più o meno restrittive. Il dialogo è fondamentale per scardinare qualche rigidità. Abbiamo redatto anche un vademecum scaricabile dal nostro sito, www.aiasc.it per prendere spunti utili.

Sotto: Area camper Casciana Terme Lari (PI), colonnina energia

Camper Professional – Da cosa dipende secondo lei la scelta di come impostare l’area di sosta?

Gianluca Tomellini – L’area sosta non deve scimmiottare il villaggio turistico o il campeggio. La scelta di integrare i servizi da offrire dovrebbe essere innanzitutto correlata alla location e al contesto territoriale, perché l’area può avere un appeal paesaggistico e accogliere l’amante della natura, oppure può essere logisticamente strategica, vicino al mare o a centri di interesse. Quindi, l’area sosta camper resta sempre e comunque un approdo smart e flessibile.
Suggerisco per esempio di identificare come servizio anche quello delle e-bike, visto che ormai molte aree nascono vicino alle piste ciclabili; oppure creare anche nella stessa area delle zone dedicate a possibili eventi. Occorre pensare a ciò che per il camperista fa la differenza. Per esempio, oltre al punto di ricarica o al bike sharing, avrebbe senso valutare la presenza di una lavanderia. Ci sono in commercio molti produttori di lavanderie prefabbricate e tecnologicamente avanzate, e queste soluzioni sono molto apprezzate dal camperista.

Camper Professional – Quanto sarà complicato ridurre il gap con le 4.000 aree di sosta francesi?

Gianluca Tomellini – Non sarà certo facile, bisogna anche vedere quanto crescono loro nei prossimi anni: noi a oggi siamo dei bradipi. Ma credo che l’eccellenza sia nella qualità più che nel numero: non credo che sia importante arrivare alle 5.000 aree della Germania. Se noi avessimo, per dire, 3.000 aree belle, riqualificate, omogenee, sarebbe già ottimo. Non sono convinto che le aree della Germania e della Francia siano tutte belle. Il made in Italy ancora funziona, quindi non direi “poche ma buone” ma, diciamo, “un buon numero ma belle”, anche perché a fare dei parcheggi con un camper service ci vuole un secondo…

Sotto: Camper Service

Camper Professional – E di quelli ne vogliamo 8000…

Gianluca Tomellini – Certo, assolutamente, anche per un discorso al di fuori della sfera associativa. Per esempio, in provincia di Milano i camper service sono pochi, e per un camperista è veramente difficile. Potrebbero invece essere una base per visitare la città. Anche a Roma la situazione è difficile, ho visto però una crescita. Attualmente c’è, anche se lento, un interesse da parte dei piccoli borghi, dei piccoli comuni, anche delle città di media grandezza e forte interesse turistico, che hanno ben compreso il beneficio che può dare questa soluzione.
Le grandi città come Firenze, Roma, Milano credono invece che non sia necessario: sono focalizzate sostanzialmente sugli alberghi. Snobbano questo settore e invece, posizionando i camper service nei punti giusti, anche limitrofi, perimetrali, dove volete, si andrebbe a recuperare del turismo che altrimenti è perso.

Gli obiettivi di AIASC
“I nostri obiettivi”, conferma Gianluca Tomellini, “sono quelli di intercettare le Regioni che hanno i regolamenti più stringenti e di conseguire, per il prossimo anno, dei risultati che possano aiutare il mondo del turismo itinerante, creando più opportunità di business per chi vuole farlo. Affronteremo questi temi con le Regioni, andremo a informare chi è rimasto indietro spiegando cosa si può fare di più. La fiera di Parma quest’anno ci ha offerto l’opportunità di non dover andare negli uffici di tutte le Regioni perché molte erano presenti e abbiamo potuto bussare al loro stand. Poi, come tutte le altre associazioni di categoria, siamo veramente stimolati da quello che il Ministro del Turismo ha previsto a livello di interventi. Il prossimo biettivo sarà quindi quello di studiare per poter dare delle informazioni corrette a livello istituzionale.